COME SI ESEGUE LA PROVA DI TRAZIONE?
Grazie alla grande semplicità di utilizzo delle macchine per prove universali Easydur, l’esecuzione di una prova di trazione normata è veramente semplice ed intuitiva. Bastano pochi settaggi, e si è subito pronti per lanciare il test, e iniziare a raccogliere tutti i dati legati alla caratterizzazione del materiale o del prodotto desiderato.
Grazie alla funzionalità Wizard di EasyQs, infatti, è possibile eseguire prove di ogni tipo seguendo scrupolosamente gli standard internazionali (quali ad esempio ISO 37, ASTM D638, ISO 6259, ASTM D882, ISO 178, ASTM E290,ASTM B348, ISO 3266, ISO 6892, ASTM E21, ASTM E8).
I principali passaggi sono i seguenti:
- Selezione della prova o creazione ricetta dal software per test universali EasyQs
- Preparazione del tipo di provino per la prova di trazione normata (secondo ISO, ASTM)
- Inserimento veloce e sicuro del provino nelle pinze: meccaniche, pneumatiche o idrauliche
- Ora, basta uno “start” e il test viene lanciato ed eseguito automaticamente
ACCESSORI PER MACCHINE DI PROVA UNIVERSALI
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MACCHINE UNIVERSALI DI PROVA: DOMANDE FREQUENTI
Come si calcola il carico di rottura?
Il carico di rottura di un determinato materiale (detto anche Ultimate Tensile Strength, e definito dalla sigla UTS) è il livello massimo di stress applicato ad un provino durante la prova di trazione. Quando un materiale viene sollecitato, a seguito dell’applicazione di una data forza, la deformazione a livello molecolare che ne consegue viene generalmente riequilibrata dalle tensioni interne; tuttavia, questo fenomeno fisico ha un limite, superato il quale avviene la rottura. Si noti bene che questo parametro non corrisponde necessariamente alla forza raggiunta la quale si ottiene la rottura del campione, dal momento che elementi come fattori ambientali o l’impiego di materiali più o meno resistenti, o con una determinata duttilità, possono presentare comportamenti particolari. È possibile ottenere informazioni riguardo il carico di rottura osservando i grafici e i dati forniti dalla macchina di prova, per comprendere la resistenza ultima del materiale.
Cosa dice la legge di Hooke?
La legge di Hooke afferma che dal rapporto stress/trazione deriva una costante, in quanto all’inizio di un test di trazione sui cosiddetti materiali elastici (o elastico-lineari), si potrà osservare una relazione lineare tra la forza di trazione e l’allungamento rilevato nel campione. Va da sé che si tratta di un’approssimazione (sebbene sia una delle più impiegate), che trova largo utilizzo sia nello studio dei materiali, che nell’ingegnerizzazione e produzione delle molle (si pensi alla determinazione sperimentale della costante elastica di una molla).
Quali sono le norme internazionali più comuni per i test di compressione?
• ASTM D575: Metodo di test standard sulle proprietà in compressione della gomma • ASTM D6641: Proprietà di compressione dei materiali compositi a matrice polimerica con dispositivo per prova di compressione a carico combinato (CLC) • ASTM D695: metodo per determinare le proprietà di compressione delle plastiche rigide • ASTM D905: standard per la misurazione delle proprietà di resistenza dei legami adesivi nel taglio mediante carico di compressione • ASTM E9: prove di compressione di materiali metallici (temperatura ambiente) • ISO 14126: determinazione delle proprietà di compressione nella direzione nel piano di materiali compositi plastici rinforzati con fibre • ISO 1856: compressione dei materiali polimerici cellulari flessibili • ISO 604: determinazione delle proprietà di compressione delle materie plastiche • ISO 844: determinazione delle proprietà di compressione delle plastiche cellulari rigide • ASTM C109: prova di compressione su cubi di calcestruzzo • ASTM C39: test di compressione su cilindri in cemento • ASTM D1621: determinazione delle proprietà di compressione della plastica cellulare rigida • ASTM D3410: misurazione della resistenza alla compressione dei compositi a matrice polimerica • ASTM D6484: resistenza alla compressione a foro aperto dei laminati compositi a matrice polimerica • ASTM F1306: prova di resistenza alla penetrazione a bassa velocità di film e laminati barriera flessibili • ASTM D3574: metodi di test standard per materiali cellulari flessibili
Cosa indica il modulo di Young? Come calcolare il modulo di elasticità?
Il modulo di elasticità (o modulo di Young) esprime il rapporto deformazione/tensione in condizioni di carico mono assiale. Dei tre principali moduli di elasticità, ovvero trazione, compressione e taglio, il modulo di Young corrisponde al rapporto vigente tra trazione e allungamento relativo di un dato materiale. Prendiamo come esempio una barra di sezione quadrata costante e, virtualmente, che presenta le medesime proprietà in ogni sua direzione. Se procedessimo con l’applicare una forza di trazione a tale provino, ogni suo punto sarebbe sottoposto ad uno sforzo legato da una relazione proporzionale alle variazioni nella forza applicata. Questo procedimento provocherebbe l’allungamento delle fibre disposte lungo il senso della trazione, e l’accorciamento di quelle disposte perpendicolarmente a tale forza: il modulo di Young (espresso in N/m² - pascal – oppure in N/mm²) è proprio il modulo di elasticità longitudinale, ottenuto mediante il rapporto tra lo sforzo e la deformazione che questo causa, mentre la contrazione laterale è legata al coefficiente di Poisson. Il modulo di Young è altamente soggetto a variazioni legate alla temperatura dei campioni testati, in quanto la distanza di equilibrio degli atomi e le forze di legame ne risultano influenzate. Nei metalli, ad esempio, il modulo di Young è inversamente proporzionale all’aumento della temperatura. Nel settore edile, in particolare, vi sono svariate applicazioni che prevedono l’impiego del modulo di Young per determinare le caratteristiche di materiali come il calcestruzzo: in questo caso parliamo di modulo a compressione (si tratta, ancora una volta, di equazioni empiriche). In ogni caso, il modulo elasticità a compressione, fa riferimento alla norma UNI 6556.
Macchine per prove di trazione: come funzionano?
Questo punto serve a chiarire ogni dubbio riguardo la domanda “come funzionano le macchine per prove di trazione”, da non confondere con la domanda “a cosa servono”, che trova risposta nell’apposita sezione informativa che potete trovare proprio nella sezione A COSA SERVONO LE MACCHINE PER PROVE DI TRAZIONE.
La distinzione tra le due domande è importante (e viene spesso confusa dai vari produttori, con il rischio di confondere le idee a chi cerca maggiori informazioni).
Dunque, qual è la differenza? Ebbene, in Easydur crediamo che sia importantissimo per l’utente conoscere a fondo il funzionamento del proprio strumento di misura: da queste conoscenze tecniche, si arriva più facilmente a comprendere quale sia lo scopo delle macchine per prove di trazione.
Cominciamo: un importante elemento tecnico, è dato dal funzionamento completamente elettromeccanico delle macchine per prove di trazione Easydur.
I potenti motori brushless, lavorano in coppia con dei precisissimi encoder, per muovere traverse di varie forme e dimensioni (a seconda del carico e dell’area di prova richiesta) tramite viti a ricircolo di sfere a gioco zero, e guide meccaniche (a pattini) di grande qualità.
Ricapitoliamo
• Motore brushless
• Encoder
• Viti a ricircolo di sfere
• Guide a pattini
Questo “ecosistema” elettromeccanico garantisce una serie di vantaggi, rispetto ad altri sistemi (come quelli idraulici):
• Minori consumi
• Maggiore precisione
• Maggiore ripetibilità
• Minore manutenzione
• E molto altro ancora, perché non ci contatti per ulteriori dettagli?
Macchine prove materiali: quali prove e quali materiali?
Diamo innanzitutto un chiaro significato al termine “macchine per prove sui materiali”. Nella maggior parte dei casi, si tratta di macchine per prove assiali statiche, ossia test eseguiti lungo un asse verticale, in trazione o in compressione. Pertanto, per rispondere alla domanda “quali prove?”, possiamo considerare come linea guida che ogni test eseguito tirando o schiacciando un provino rientra tra le possibilità offerte dalle macchine prova materiali Easydur. Che si tratti di una prova di trazione, compressione o flessione, oppure di prove non normate sviluppate per esigenze specifiche — ad esempio nella ricerca e sviluppo — la caratteristica principale resta sempre la stessa: si tratta di prove assiali. Ma cosa intendiamo per “statiche” (o “quasi statiche”)? Si tratta di test eseguiti con macchine prova materiali non dinamiche, dove il ciclo di prova è costituito da una singola corsa (verso l’alto o verso il basso) fino al raggiungimento di una determinata quota, di un carico prestabilito o della rottura del provino (come nel caso delle prove di trazione). Le macchine prova materiali statiche sono caratterizzate da velocità di test relativamente basse — generalmente fino a circa 500 mm/min — ma possono essere utilizzate anche per test ciclici a bassa frequenza, con un numero di cicli nell’ordine di 1.000 – 10.000. E per quanto riguarda i materiali? Le macchine prove materiali sono strumenti versatili e universali, progettati per adattarsi a differenti materiali in base ai carichi e agli allungamenti richiesti. In particolare, distinguiamo: • Macchine a singola colonna, per prove a bassi carichi (materiali più comuni: plastiche, gomme, tessuti, fili metallici e non, pellicole e film plastici, ma anche molle di compressione e trazione, prove su pulsanti, bottoni e interruttori, solenoidi e molto altro ancora) • Macchine a doppia colonna, per carichi medi, alti o molto elevati (materiali più comuni: metalli di ogni genere, compositi, carbonio, catene e funi, tubi in acciaio, componenti di grandi dimensioni) • Sistemi speciali, come le macchine orizzontali dedicate a corde, catene e cavi. In sintesi: macchine prove materiali, per tutte le prove, e per tutti i materiali!
Domande frequenti sulle macchine universali di prova e le normative
Quale macchina universale utilizzare per prove secondo ASTM E8?
La norma ASTM E8 è uno dei principali riferimenti internazionali per le prove di trazione sui materiali metallici e viene utilizzata per determinare caratteristiche meccaniche come resistenza a trazione, carico di snervamento e allungamento a rottura.
Per eseguire correttamente una prova secondo ASTM E8 è necessario utilizzare una macchina universale, correttamente configurata, o una macchina di trazione dotata di adeguata capacità di carico, controllo preciso della velocità di prova e sistemi affidabili per la misura della deformazione.
La scelta della macchina dipende principalmente dal tipo di metallo da testare, e dalle dimensioni dei provini, che definiranno parametri come il carico massimo richiesto e gli accessori necessari (pinze, morsetti, estensimetri a contatto o video estensimetri).
Per prove su acciai, leghe metalliche e materiali strutturali, Easydur propone diverse soluzioni configurabili secondo ASTM E8. In particolare, la serie Aura rappresenta una piattaforma particolarmente versatile per prove ad alto carico da 100 a 600 kN, mentre altre applicazioni possono essere coperte dalla gamma 3MZ.
Vai alla scheda di Aura
Vai alla scheda di 3MZ
Per approfondire i requisiti della norma consulta la nostra guida dedicata ad ASTM E8
Quale macchina universale utilizzare per prove secondo ISO 6892?
La norma ISO 6892 definisce il metodo per eseguire prove di trazione sui materiali metallici e rappresenta uno degli standard più utilizzati nei laboratori di controllo qualità e ricerca industriale.
Per eseguire una prova conforme alla ISO 6892 è necessario utilizzare una macchina per prove di trazione in grado di garantire precisione di carico, controllo della velocità e corretta misura della deformazione del provino.
La scelta della macchina universale dipende dal materiale, dalla geometria del campione e dalla forza massima prevista durante il test.
Per prove su acciai, leghe e materiali metallici ad elevata resistenza, Easydur propone diverse soluzioni configurabili secondo ISO 6892. Tra queste, la serie Auracostituisce una delle piattaforme più complete per prove di trazione ad alto carico, grazie alla disponibilità di celle di carico dedicate, estensimetri e software specifici per la gestione delle prove meccaniche.
Vai alla scheda di Aura
Vai alla scheda di 3MZ
Per approfondire i requisiti della norma consulta la nostra guida dedicata alla ISO 6892
Quale macchina universale utilizzare per prove secondo ISO 527?
La norma ISO 527 definisce le modalità di esecuzione delle prove di trazione sui materiali plastici e viene utilizzata per determinare proprietà come modulo elastico, resistenza a trazione e allungamento.
La scelta della macchina universale per ISO 527 dipende principalmente dal tipo di materiale, dal carico massimo previsto e dalle caratteristiche del provino.
Nella maggior parte delle applicazioni su materie plastiche, tecnopolimeri e materiali compositi vengono utilizzate macchine per prove di trazione con capacità comprese tra pochi Newton e alcune decine di kN.
Per questo tipo di prove Easydur propone diverse soluzioni dedicate, tra cui le serie Dyno, Dyno 2C e 3MZ, configurabili con estensimetri e accessori specifici per il settore delle materie plastiche.
La scelta della macchina più adatta dipende dalla resistenza e dall’allungamento percentuale del materiale e dalla tipologia di prova richiesta, ma una corretta configurazione degli accessori, come le pinze e i morsetti, è altrettanto importante quanto il carico massimo disponibile.
Vai alla scheda di Dyno Mono C
Vai alla scheda di Dyno 2C
Vai alla scheda di 3MZ
Per approfondire i requisiti della norma consulta la nostra guida dedicata alla ISO 527
Quale macchina universale utilizzare per prove secondo ISO 178?
La norma ISO 178 riguarda le prove di flessione sui materiali plastici e viene utilizzata per determinare caratteristiche meccaniche come resistenza e modulo elastico a flessione.
Per eseguire correttamente una prova secondo ISO 178 è necessario utilizzare una macchina universale equipaggiata con gli accessori specifici per prove a tre punti o quattro punti e con sistemi di misura adeguati alla precisione richiesta.
La scelta della macchina dipende dal materiale da testare, dalla forza prevista durante il test e dalla configurazione dell'attrezzatura di flessione.
Le macchine universali Easydur delle serie Dyno, Dyno 2C e 3MZ possono essere configurate per l'esecuzione delle prove previste dalla ISO 178, offrendo soluzioni adatte sia ai laboratori di ricerca che alle attività di controllo qualità industriale.
La corretta selezione della macchina universale e degli accessori di prova consente di ottenere risultati affidabili e conformi ai requisiti della norma.
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Per approfondire i requisiti della norma consulta la nostra guida dedicata alla ISO 178
Non sai quale macchina scegliere?
I tecnici Easydur possono aiutarti a individuare la soluzione più adatta in funzione di:
- materiale
- carico massimo
- norma di riferimento
- accessori richiesti
Contattaci per una consulenza tecnica (contact@easydur.com / +39 0332 203 626)


















































